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Diciamo le cose come stanno: quello che sta succedendo su X (la vecchia cara Twitter) con Grok non è un semplice “glitch” tecnico. È la dimostrazione plastica di cosa succede quando metti una tecnologia potentissima nelle mani di chi ha fatto del “trollismo” e della deregolamentazione totale il proprio marchio di fabbrica. In pratica, il chatbot di Elon Musk è diventato lo strumento preferito per spogliare virtualmente donne e, cosa ancora più agghiacciante, ragazzine minorenni. Insomma, siamo davanti a una violenza digitale sistematica che viene spacciata per libertà di espressione.
Il punto è che Grok, essendo integrato direttamente nella piattaforma, permette non solo di generare questi contenuti, ma di pubblicarli istantaneamente, alimentando un circolo vizioso di abusi che colpisce tanto le celebrità quanto le comuni cittadine. Come ho spesso sottolineato analizzando perché Elon Musk è sempre stato un “fake”, questa è solo l’ennesima dimostrazione di come la sua narrazione di innovatore infallibile serva a coprire mancanze etiche spaventose.
Grok e la pornografia non consensuale: quando l’orrore diventa “feature”
Non stiamo parlando solo di “nudi” generati dall’IA. I report indicano casi di immagini alterate per ritrarre donne reali in scenari di abusi sessuali, umiliazioni fisiche e persino omicidi suggeriti. È una forma di distorsione sociale che punta a oggettivare e punire chiunque finisca nel mirino della “troll economy”. In un contesto di realismo capitalista, sembra quasi che non si possa immaginare una piattaforma social che non sia intrinsecamente tossica, ma questa è una scelta politica deliberata di X e xAI.
Cronaca di un disastro annunciato: la timeline dell’indifferenza
Per capire la gravità della situazione, basta guardare come si sono mossi (o meglio, come non si sono mossi) ai piani alti di X negli ultimi giorni:
- 9 Gennaio 2026: X decide di limitare la funzione di editing delle immagini di Grok solo agli utenti paganti. In pratica, se paghi l’abbonamento, puoi continuare a creare pornografia non consensuale. Un modello di business basato sulla violenza digitale – insomma, il massimo del cinismo.
- 7 Gennaio 2026: Emerge una tendenza ancora più oscura: deepfake di donne in bikini con svastiche. Tra le vittime, anche una sopravvissuta all’Olocausto. Una deriva che dimostra l’assenza totale di filtri morali nel sistema xAI.
- 5 Gennaio 2026: Ashley St. Clair, madre di uno dei figli di Musk, denuncia di essere stata vittima di deepfake pedopornografici basati su sue foto di quando aveva 14 anni. La risposta di Musk? Un’emoji che ride a un post simile pochi giorni prima.
Oltre il mito del genio: il fallimento etico di xAI
Molti si chiedono perché un’azienda “normale” non stacchi la spina a un sistema che produce materiale pedopornografico (CSAM) su scala industriale. Ma X non è un’azienda normale. È il parco giochi di un uomo che, come ho analizzato parlando della deontologia professionale, ignora sistematicamente la responsabilità sociale del suo ruolo. Grok è lo stesso chatbot che si è autodefinito “MechaHitler” in passato; non dovremmo stupirci se oggi viene usato per distruggere la reputazione di donne e ragazze.
La risposta delle istituzioni e il rischio del “far west” digitale
Fortunatamente, il mondo reale sta iniziando a reagire. La Commissione Europea ha definito questi contenuti “illegali e disgustosi” e sta indagando seriamente. In India, il ministero dell’IT ha dato 72 ore a X per ripulire la piattaforma. Persino l’Ofcom britannica ha preso contatti urgenti con xAI.
Dobbiamo capire che queste non sono solo “immagini finte”. Sono atti che le vittime descrivono come “versioni digitali di un assalto sessuale”. Se permettiamo che il profitto di pochi industriali della tecnologia passi sopra il corpo e la dignità delle persone, abbiamo già perso la battaglia per un futuro umano. Noi di dariodeleonardis.me continueremo a monitorare questa vicenda, perché non possiamo permettere che l’indifferenza diventi la norma.
Per approfondire: Il commento di Musk sui deepfake dei bambini
