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Il deepfake che (quasi) annulla le elezioni: Meta ci ricasca

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L’Irlanda è a un passo dall’eleggere il suo nuovo presidente. Un ruolo in gran parte cerimoniale, certo, ma con poteri costituzionali non da poco, come nominare il primo ministro (Taoiseach) e deferire leggi alla corte costituzionale. Insomma, non proprio un passacarte.

Quest’anno, la candidata indipendente progressista Catherine Connolly sembrava avere la vittoria in tasca, con un vantaggio netto sulla sua unica rivale, la centrista di destra Heather Humphreys. Tutto liscio? Macché.

 

Irlanda al voto, ma un deepfake prova a fermare tutto

A pochi giorni dal voto, ecco che spunta il colpo di scena che non ti aspetti: un video, diventato virale in men che non si dica, in cui Connolly annuncia il suo ritiro dalla corsa, consegnando di fatto la presidenza a Humphreys. Peccato che Connolly non si sia mai ritirata. Era tutto un deepfake, l’ennesima dimostrazione di come l’intelligenza artificiale possa essere usata per generare disinformazione e seminare il caos.

Il veicolo di questa operazione? Neanche a dirlo, Facebook. Un account farlocco, chiamato “RTÉ News AI” per scimmiottare l’emittente pubblica irlandese, ha postato la clip di 40 secondi. E Meta, come al solito, se l’è presa comoda.

 

Il video truffa: così realistico, così pericoloso

Bisogna ammetterlo, anche se con un po’ di occhio si potevano notare delle stranezze, il deepfake era fatto piuttosto bene. Si apriva con un finto giornalista della RTÉ che annunciava il ritiro di Connolly. Poi, stacco su un montaggio serrato di immagini della candidata, ovviamente generate artificialmente, con tanto di grafiche in sovrimpressione per simulare un vero telegiornale.

L’indizio più evidente della truffa? Dopo l’annuncio del ritiro da parte della finta Connolly, si sentivano voci dalla “folla” gridare “Catherine, no!” con un accento decisamente poco irlandese. Il video si chiudeva poi con un altro finto giornalista che sentenziava: “In parole povere, le elezioni di venerdì sono cancellate […] Heather Humphreys vincerà automaticamente e sarà nominata domani”.

 

Meta e la solita lentezza: 12 ore per rimuovere il falso

La cosa più grave? Come riporta The Irish Times, il video è rimasto online per ben 12 ore. Dodici ore in cui ha accumulato 30.000 visualizzazioni e centinaia di condivisioni, prima che la piattaforma si decidesse finalmente a rimuoverlo. Un tempo infinito, in termini di viralità online, sufficiente a instillare dubbi e confondere l’elettorato a ridosso del voto.

L’autorità irlandese per i media, Coimisiún na Meán, ha ovviamente contattato Meta, chiedendo conto delle misure prese e ricordando alla piattaforma i suoi obblighi secondo il Digital Services Act dell’Unione Europea, specialmente per quanto riguarda la protezione dell’integrità delle elezioni. Ma, come spesso accade con Meta, la sensazione è quella di chiudere la stalla quando i buoi sono già scappati.

 

Non è la prima volta (e non sarà l’ultima?)

L’Irlanda, curiosamente, sembra avere un rapporto particolare con le bufale generate dall’IA. L’anno scorso, centinaia di persone si radunarono a Dublino per una parata di Halloween… che non esisteva. [cite_start]L’evento era stato inventato di sana pianta da un sito web pakistano usando ChatGPT per ingannare l’algoritmo di Google[cite: 1450].

Ma al di là del caso irlandese, l’episodio riporta drammaticamente alla luce le enormi responsabilità e le croniche vulnerabilità di Meta. Dal noto scandalo Cambridge Analytica, che manipolò milioni di profili per influenzare le elezioni USA del 2016, al ruolo, meno conosciuto ma devastante, avuto dalla piattaforma nell’incitare alla violenza genocida contro i Rohingya in Myanmar, la storia di Facebook è costellata di “incidenti” geopolitici.

Le elezioni presidenziali irlandesi potranno sembrare una questione minore in confronto, ma sono l’ennesimo campanello d’allarme. Dimostrano come Facebook, e Meta nel suo complesso, rimangano un terreno fertile per interferenze malevole, specialmente ora che la tecnologia deepfake rende la creazione di contenuti falsi sempre più facile e convincente. La domanda è: quanto ancora dovremo aspettare prima che queste piattaforme si assumano seriamente la responsabilità che deriva dal loro enorme potere?