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Il CEO di Roblox ha appena definito i predatori sessuali online un’opportunità di business?

Ci sono momenti in cui il cinismo della Silicon Valley supera ogni soglia di decenza, lasciandoci a bocca aperta. Roblox, la piattaforma di gioco amata da milioni di bambini in tutto il mondo, è da anni al centro di uno scandalo per la presenza di predatori sessuali e casinò illegali rivolti ai minori. Ci si aspetterebbe contrizione, scuse, o almeno un silenzio imbarazzato. Invece, il CEO David Baszucki ha deciso di ridefinire il concetto di “problem solving” aziendale, suggerendo che la gestione di questi orrori sia, in realtà, una fantastica “opportunità” di mercato.

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In una recente intervista al podcast “Hard Fork” del New York Times, Baszucki ha lasciato di stucco i conduttori e gli ascoltatori. Alla domanda su come affronti il problema dei predatori sessuali che infestano la sua piattaforma, non ha parlato di tragedia o di priorità morale. Ha parlato di business.

Un’opportunità o un incubo etico?

“Penso che vediamo un’incredibile opportunità”, ha dichiarato il CEO. La logica? Poiché il mercato del gaming vale 190 miliardi di dollari e Roblox ne detiene una fetta, la necessità di gestire la sicurezza su scala massiccia diventa un vantaggio competitivo. In pratica, Baszucki sta dicendo che, poiché è difficile per i piccoli sviluppatori gestire la sicurezza da soli, dovrebbero tutti migrare su Roblox e affidarsi al suo “sistema complessivo”.

È una visione distorta in cui il fallimento nel proteggere i bambini diventa un argomento di vendita per consolidare un monopolio. “Venite da noi, perché il mondo là fuori è pericoloso (anche se il nostro giardino recintato è pieno di lupi)”.

Il monopolio della sicurezza come strategia

Roblox sta affrontando 20 cause federali per la sua incapacità di proteggere i minori. La risposta dell’azienda è stata l’introduzione di un sistema di riconoscimento facciale per verificare l’età, una misura che solleva enormi preoccupazioni sulla privacy biometrica dei bambini.

Ma per Baszucki, tutto questo è solo un tassello nella costruzione della “futura comunicazione”. La sicurezza non è un diritto degli utenti, è una feature della piattaforma, un asset da sfruttare per schiacciare la concorrenza e accentrare il potere.

L’ombra del report Hindenburg e la difesa debole

Quando incalzato sul report di Hindenburg Research del 2024, che accusava Roblox di essere un “inferno pedofilo” e di aver tagliato i fondi alla sicurezza per gonfiare i profitti, Baszucki ha provato a deviare l’attenzione attaccando l’accusatore (“Hindenburg non esiste più, giusto?”). Una tattica classica: screditare la fonte per non rispondere nel merito.

Dalle catene di montaggio all’IA fallimentare

La giustificazione per il calo della spesa in sicurezza? L’automazione. Baszucki ha paragonato il passaggio alla moderazione via IA all’introduzione della catena di montaggio nell’industria automobilistica. Peccato che, a differenza delle auto, i bambini non siano pezzi di metallo e l’IA di Roblox si stia dimostrando clamorosamente inadeguata nel bloccare contenuti inappropriati, come denunciano quotidianamente gli utenti.

Quando il profitto oscura la protezione

Le parole di Baszucki sono un campanello d’allarme. Ci mostrano una leadership che ha perso il contatto con la realtà umana del suo prodotto. Quando un CEO guarda a una piattaforma infestata da predatori e vede “opportunità” di crescita invece di bambini a rischio, abbiamo un problema strutturale che nessuna intelligenza artificiale potrà mai risolvere.