Cinema · Intelligenza artificiale

Il primo film cinese fatto con l’IA è un flop: 181.000 dollari d’incasso con un costo di dieci milioni

Ottobre 31, 2026 · di Dario De Leonardis

Un film cinese presentato come il primo interamente generato con l’IA è uscito in sala venerdì 23 ottobre e in quattro giorni ha incassato 181.000 dollari, secondo Cartoon Brew, il sito di settore sull’animazione. È costato più di 10 milioni di yuan, circa 1,5 milioni di dollari. Si chiama Sanxingdui: Future Past, l’ha prodotto Bona Film Group e lo hanno presentato come una sperimentazione perché non sapevano quello che sarebbe successo. È successo quello che chiunque gli sta dicendo da mesi: ha floppato.

Il punto di vendita era il primato

Lo ha detto chiaro l’amministratore delegato di Bona, Jiang Defu: “Siamo i primi a provarci, i primi ad avere il permesso per le sale e i primi a essere messi alla prova dal pubblico”. Della storia non parlava nessuno: il film si vendeva per il fatto di essere il primo.

Per avere il permesso di proiezione la produzione lo ha registrato come animazione, perché per i regolatori cinesi una categoria per i film fatti con l’IA ancora non esiste. Gli strumenti sono quelli di ByteDance, la società di TikTok (a febbraio avevo scritto di Seedance 2.0, il suo modello video che faceva tremare Hollywood).

Quattro persone in sala

Nel primo giorno le proiezioni sono state più di 10.000, secondo Maoyan, la piattaforma che vende i biglietti. Venerdì sera l’incasso era intorno ai 290.000 yuan, circa 43.000 dollari: con biglietti da 20 a 90 yuan vuol dire al massimo qualche migliaio di spettatori, scrive l’AFP, l’agenzia di stampa francese. L’AFP è andata a vedere uno spettacolo del venerdì a Pechino: in sala c’erano quattro persone.

I conti non tornano

Fino a lunedì 26 ottobre il film ha incassato 1,21 milioni di yuan. Bona ne ha spesi più di otto volte tanto, e di quei soldi alla società ne arriva solo una parte, perché le sale e gli altri soggetti trattengono una quota.

La trama racconta un futuro in cui una superintelligenza artificiale ha preso il sopravvento e l’umanità ha ceduto il controllo agli algoritmi. Per uscirne servono sette simboli incisi sui bronzi di Sanxingdui, il sito archeologico del Sichuan famoso per le maschere di bronzo di più di tremila anni fa. Secondo la testata economica cinese Yicai, il tema è come gli esseri umani possano conservare il proprio giudizio e la capacità di scegliere. Il pubblico ha scelto: è rimasto a casa.

Niu Lai

Il film fatto in due che ha incassato 10 milioni

Il confronto da fare è con un film uscito il 5 agosto. Niu Lai, in cinese “arriva la mucca”, l’hanno fatto in cinque anni due persone di Dalian: Xin Yumeng e sua madre Sun Lifang. Nei titoli di coda ci sono solo due nomi, i loro: regia, scrittura, animazione, doppiaggio e musiche li hanno fatti tutti loro. Il primo giorno ha incassato 342 yuan, circa 50 dollari.

Nella prima settimana ha incassato, secondo i media locali, poco più di mille dollari. Poi hanno cominciato a girare le clip e la gente è andata al cinema per vedere quanto fosse brutto. Il 20 agosto aveva superato i 4 milioni di dollari ed era subito dietro Spider-Man: Brand New Day nella classifica giornaliera, un film che sarebbe costato 225 milioni. Al 26 ottobre è a 64,29 milioni di yuan, quasi 10 milioni di dollari. Quanto sia costato davvero non si sa: Reuters parla di qualche migliaio di dollari.

Un musicista americano che lavora in Cina ha detto all’AFP che l’IA quel film lo farebbe “in una decina di secondi o anche meno”, ma che a colpirlo è stato “il fatto che non abbiano usato l’IA, che si siano presi il tempo”.

Niu Lai ha portato in sala gente che voleva ridere insieme, con un umore da “non dirmi cosa fare, cosa guardare o mangiare, lo decido io”, come lo descrive il regista cinese Remo Zhu. Sanxingdui aveva da offrire solo il fatto di essere il primo film fatto con l’IA, e a nessuno importava. Il problema non è l’IA: è pensare che basti arrivare primi per riempire le sale.

L’IA funziona dove non si paga

Bona ha raccontato quanto lavoro c’è dietro: quasi cento persone e più di due anni. Il film è passato da Boka Film Cloud Studio, una piattaforma della società, e secondo i resoconti ha richiesto più di 1,2 milioni di immagini di base e più di cento revisioni. Per vederlo, finora, il pubblico ha speso 181.000 dollari.

In Cina l’IA funziona quando non c’è da pagare. Le microserie fatte con l’IA hanno superato i 200 miliardi di visualizzazioni su Douyin, il TikTok cinese, solo a settembre. Hunan Satellite TV manda in prima serata The Later Journey to the West, senza un solo attore in carne e ossa: al 24 settembre erano andati in onda cinque episodi su trenta. Un utente di Weibo l’ha detto meglio di tutti: “Se si guarda in streaming senza pagare, può diventare leggendario. Ma pagare per vederlo? A questo stadio la gente non lo accetta”.

Il prossimo è già in calendario: l’antologia Gods Don’t Give Gifts esce negli Stati Uniti il 4 dicembre in poche sale, per puntare a una candidatura all’Oscar come film d’animazione. Vedremo se lì il pubblico ci sarà.