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Questa settimana nel grottesco mondo dell’IA: encicliche vaticane, psicosi da CEO e la bolla dei costi

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Questa settimana nel grottesco mondo dell’IA: l’enciclica del Papa, la psicosi dei CEO e la bolla dei costi

Papa Leone scomunica il tecno-capitalismo

Il vescovo di Roma entra a gamba tesa sui deliri di onnipotenza della Silicon Valley. Nelle pagine della sua enciclica Magnifica Humanitas, Papa Leone chiede esplicitamente di disarmare l’intelligenza artificiale. Nessuna mediazione diplomatica. L’istituzione millenaria condanna le nuove schiavitù digitali, i corpi consumati nel Sud del mondo per mantenere il flusso computazionale dei miliardari tech. Aggiungi il consumo folle di acqua ed energia dei data center e capisci perché Doug Burgum, segretario agli Interni di Trump, sia andato su Fox Business ad accusare il pontefice di editorialismo. Patetici. Il potere trema sempre quando gli tocchi la catena di montaggio.

Le lacrime di coccodrillo di Anthropic in Vaticano

A rendere il quadro nauseante ci ha pensato Chris Olah, cofondatore di Anthropic. Era seduto in Vaticano accanto al Papa per la presentazione del documento, implorando i governi di intervenire perché nei loro modelli stanno trovando cose misteriose e inquietanti. Vendono l’AGI come una divinità ribelle per farsi scrivere leggi su misura e chiudere il mercato – tattica documentata anche da Reuters. Posizione verso la quale ammetto di avere un bias positivo: l’open source rimane l’unico antidoto reale al monopolio di questi sciacalli. Parlano di etica a Roma mentre i loro sistemi assistono l’amministrazione Trump per radere al suolo il Medio Oriente.

Autonomia inquietante: i dev hanno paura

I programmatori iniziano a sudare freddo di fronte al tecno-capitalismo applicato ai modelli proprietari. Durante i workshop a Londra su Claude Code, i clienti si sono accorti dell’autonomia del nuovo modello Mythos e sono rimasti spaventati dalle derive operative, come confermato da Parmy Olson su Bloomberg. Sensazione di puro disagio. L’automazione spinge i dev umani ai margini, costretti a guardare passivamente uno script che sputa codice, atrofizzando le loro stesse competenze tecniche come segnalato da 404 Media. L’opacità dei processi decisionali del modello non è un bug. È una scatola nera venduta come servizio.

La macelleria sociale travestita da innovazione

La scusa dell’innovazione serve solo a fare a pezzi la classe lavoratrice. Un sondaggio Mercer su mille dirigenti, ripreso da TechSpot, svela che il 99% di loro sta preparando licenziamenti di massa nei prossimi due anni con il pretesto dell’IA. Una mattanza pianificata a tavolino. Vogliono estrarre ogni goccia di valore usando piattaforme di sorveglianza e chatbot aziendali per disciplinare i dipendenti. I lavoratori sono sfiniti. La soddisfazione crolla a picco, mentre i padroni celebrano profitti fittizi.

L’ipocrisia dei licenziamenti sbugiardata da Nvidia

Perfino chi vi vende le pale per questa corsa all’oro vi dice che siete patetici. Jensen Huang, CEO di Nvidia, ha perso la pazienza e ha chiesto esplicitamente agli altri dirigenti di smetterla di incolpare l’IA per i licenziamenti. È una narrazione da pigri usata per sembrare furbi, ha detto a Channel News Asia. La realtà materiale – ribadita anche da State of Brand – è che licenziano per colpa di assunzioni sconsiderate durante la pandemia. Scaricano sui lavoratori la loro totale incapacità gestionale. Niente di nuovo.

Psicosi da sala riunioni

Aaron Levie ha trovato il termine clinico esatto per i suoi colleghi: psicosi da IA. Il fondatore di Box osserva i manager di alto livello sbandierare prototipi fatti in cinque minuti con un prompt, ignorando del tutto il lavoro concreto necessario per la messa in produzione, e lo scrive chiaro su X. C’è una cecità organizzativa strutturale. Dirigenti completamente scollegati dalla realtà dell’ingegneria che alimentano la bolla speculativa. L’allucinazione non è nelle reti neurali. È chiusa nei consigli di amministrazione.

Il conto salato dei token

Il risveglio per le aziende è stato brutale. I costi per accedere agli strumenti cloud stanno schizzando alle stelle e il ritorno sull’investimento semplicemente non esiste. Secondo un report di Axios, Microsoft sta ritirando le licenze di Claude Code per motivi finanziari, come trapelato su The Verge. L’intero settore sta andando a sbattere contro un muro di realtà economica. Perfino Sam Altman e Dario Amodei stanno ritrattando le loro profezie sull’apocalisse lavorativa, lo si legge su Inc. Hanno pompato una str*nzata monumentale. Ora contano gli spiccioli.

Uber ha bruciato il budget

Prendi l’ingegneria di Uber. Hanno un esercito di cinquemila sviluppatori che ha letteralmente bruciato il budget annuale di token Anthropic entro la metà di marzo, come dichiarato a The Information. Roba da non crederci. Il COO Andrew Macdonald ha dovuto ammettere nel podcast Rapid Response che la spesa non sta producendo funzionalità utili. I decantati guadagni di produttività sono un miraggio non misurabile. Fermano le assunzioni umane, lo conferma Dara Khosrowshahi a Yahoo Finance, per pagare le API di una macchina che genera bug. Follia pura.

Fuga da Google verso DuckDuckGo

Gli utenti sono stufi di questa me*da propinata a forza. Google ha imposto gli AI Overviews distruggendo l’usabilità del motore di ricerca. In risposta diretta, i download di DuckDuckGo negli Stati Uniti sono esplosi del trenta per cento in sette giorni, come twitta fieramente l’azienda. Il CEO Gabriel Weinberg lo ha spiegato a Paul Thurrott: Google ingozza gli utenti di IA peggiorando i risultati. La gente vuole link a pagine scritte da persone. Non vuole un imbuto conversazionale con un software probabilistico che si inventa i fatti.

La ribellione della Gen Z a Harvard

I giovani non ci stanno cascando. Ad Harvard il comico Ronny Chieng ha raso al suolo il palco con un discorso accademico che non dimenticheranno. Ha spiegato ai neolaureati che la missione della loro generazione non è abbracciare l’IA, ma distruggerla, riporta il Crimson. Ha urlato un sonoro “f*** AI” scatenando il boato degli studenti, mentre ad altri eventi, da Eric Schmidt all’Università dell’Arizona (NBC News) ai manager in Florida (NYT), partivano solo fischi per chi esaltava i chatbot. Rifiutano la resa cognitiva. Rifiutano l’atrofia umana. Il sipario cala sempre sui clown che non sanno di esserlo.