Lo shutdown del governo degli Stati Uniti ha raggiunto ufficialmente la durata di un mese, diventando la seconda interruzione di finanziamento federale più lunga mai registrata. In questo contesto di caos, si è creato il terreno fertile per una nuova forza dirompente: l’AI generativa. Nello specifico, Sora 2 di OpenAI, il motore di generazione video, sta inondando i social media con clip incredibilmente realistiche, ma completamente false.
Una clip, chiaramente etichettata con il watermark Sora, ha raccolto quasi 500.000 visualizzazioni su TikTok da sola. Mostra una donna afroamericana che spiega a un giornalista locale come “vende” i suoi buoni alimentari (i cosiddetti SNAP o food stamps) per contanti. “Dico la verità, ricevo oltre 2.500 dollari al mese in buoni,” spiega la donna generata dall’AI. “Li vendo per 1.200-1.500 dollari in contanti”.
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Il fallimento della verifica e l’inganno sociale
Il problema non è solo che il video è un falso, ma che la maggior parte degli utenti sui social media sembra esserne totalmente ignara. Un commento popolare recita: “Non si tratta di nutrire i loro figli, si tratta di farsi capelli e unghie”. L’AI, in questo caso, non crea solo contenuti; crea una realtà percepita che alimenta pregiudizi radicati.
Ancora più problematico è chi riconosce che il video è un falso, ma lo giustifica. “Ma è quello che sta succedendo”, risponde un utente su YouTube, sostenendo che la clip, sebbene falsa, “evidenzia i problemi di traffico di SNAP che esistono da tempo nella nostra società”. L’influencer di destra Mila Joy ha condiviso il video acriticamente su X (ex Twitter) con i suoi 426.000 follower, definendolo “una truffa assoluta”, contribuendo a fargli raggiungere oltre 1.7 milioni di visualizzazioni prima che venisse rimosso.
Il mito della “regina del welfare” e i dati veri
Queste clip, spesso create da account come Buffet Battle, presentano incessantemente persone povere (molte delle quali afroamericane) in situazioni violente o ridicole dopo che i loro benefici governativi terminano: rubano cibo, assaltano Walmart o chiedono bistecche tomahawk. Questi video sfruttano stereotipi vili e razzisti.
La realtà, però, smentisce categoricamente queste narrazioni. La frode nell’assistenza alimentare è incredibilmente rara. Un’analisi del Mississippi del 2024 ha rilevato che, su 390.761 beneficiari SNAP, solo 592 sono stati indagati per uso improprio dei fondi, e solo un terzo di tali indagini ha scoperto una frode effettiva. Inoltre, i benefici SNAP vengono erogati tramite una carta di debito, non come francobolli fisici facilmente barattabili.
L’uso dell’AI è un potente strumento per perpetuare il mito della “regina del welfare”, uno stereotipo ingiusto che risale all’epoca di Ronald Reagan.
L’obiettivo politico: la produzione di consenso
Questo apparato di slop (contenuto spazzatura) generato dall’AI fa molto di più che generare visualizzazioni; ha l’effetto deplorevole di fabbricare il consenso per minare il programma SNAP, che nutre circa 42 milioni di persone povere e lavoratrici negli Stati Uniti.
Secondo il Center on Budget and Policy Priorities (un’organizzazione non-partisan), oltre due terzi dei beneficiari SNAP sono bambini, anziani o disabili. Dei lavoratori normodotati con almeno un figlio, ben l’89 per cento ha un lavoro. Tali statistiche dimostrano che l’assistenza alimentare è un sostegno fondamentale per la classe lavoratrice, non un sussidio per i disoccupati pigri.
Dopo il più grande trasferimento di ricchezza dai poveri ai ricchi nella storia del paese, questa disinformazione digitale incolpa le vittime per la povertà che il sistema ha contribuito a creare. L’AI, quindi, non è solo una tecnologia di intrattenimento, ma un’arma di propaganda razzista che distorce la realtà per scopi politici ed economici.




