Qualche giorno fa a New York la notizia della pied-à-terre tax è diventata ufficiale con un annuncio congiunto del sindaco Zohran Mamdani e della governatrice Kathy Hochul.
Per capire la portata della notizia, bisogna sapere chi è Zohran Mamdani: è il primo sindaco dichiaratamente socialista democratico di New York dai tempi di La Guardia, un attivista che ha costruito la sua carriera politica sulla difesa degli inquilini e sulla tassazione dei grandi patrimoni. La sua elezione ha terrorizzato l’establishment finanziario.
La misura in questione colpisce le proprietà del valore superiore ai 5 milioni di dollari che non sono la residenza principale del proprietario (le cosiddette “seconde case” di lusso). Prevedibilmente, i media, specie quelli conservatori, hanno riattivato il vecchio tormentone: “le tasse di Mamdani stanno svuotando la città”.
È semplicemente una cazzata.
Il punto di partenza della storia è che ci sarebbero 125.000 ricchi newyorkesi andati in Florida portando con sé 14 miliardi di dollari. “Fuga dei ricchi”, “New York svuotata”, “colpa dei socialisti”. Testate italiane come il Corriere e Tgcom24 (e un numero imprecisato di bot su Threads o X) stanno ripetendo la cosa a pappagallo, senza verificare i numeri.
Il problema dei numeri: Cos’è l’IRS e come funziona davvero
Chiunque conosca New York sa che i “ricchi” (quelli veri) si misurano in migliaia, non in centinaia di migliaia, quindi quel dato già di partenza puzza di fesseria. Ma ci sono due problemi matematici che la stampa italiana ignora:
- Redditi vs Tasse: I 14 miliardi citati non sono tasse perse, sono redditi totali. Quando l’IRS (l’Internal Revenue Service, ovvero l’Agenzia delle Entrate americana) traccia le migrazioni, registra l’AGI (Adjusted Gross Income), cioè tutto quello che una persona guadagna. Come spiega bene il Massachusetts Budget and Policy Center, confondere il reddito con il gettito fiscale è un errore da dilettanti (o un trucco in malafede). A New York City, l’aliquota combinata arriva al massimo al 14,8%. Quindi, la perdita reale di tasse su quei 14 miliardi è di circa 1,5-2 miliardi, non 14. Una cifra gestibile per un bilancio cittadino enorme.
- La classe media che scappa: Se dividiamo 14 miliardi per 125.000 persone, otteniamo un reddito medio di 112.000 dollari. A New York, con un affitto medio che sfiora i 4.000 dollari al mese, 112k l’anno è lo stipendio di un professionista della classe media (un insegnante esperto, un infermiere, un grafico), non di un milionario. Secondo i dati di Earn.us, queste persone non scappano per le tasse sui ricchi, ma perché non riescono più a pagare l’affitto. Paradossalmente, scappano per colpa della speculazione immobiliare che Mamdani vuole tassare.
Lo studio di Stanford: Perché i milionari sono stanziali
I detrattori dicono che i ricchi hanno il jet privato pronto per scappare in Florida. La realtà è diversa. Cristobal Young, professore alla Cornell University (ex Stanford) e uno dei massimi esperti mondiali di sociologia economica, ha passato anni ad analizzare 45 milioni di dichiarazioni fiscali.
Nel suo libro “The Myth of Millionaire Tax Flight” e in vari approfondimenti sul Guardian, Young dimostra che i ricchi sono “élite radicate” (embedded elites). Hanno i figli nelle migliori scuole private di Manhattan, siedono nei consigli di amministrazione, hanno i loro capitali e le loro reti relazionali lì. E soprattutto è lì che trovano le skill necessarie nei dipendenti. Solo il 2,4% dei milionari cambia stato ogni anno. Come spiega anche il CBPP (un autorevole centro studi di Washington), il fisco è l’ultima delle ragioni per cui si spostano.
L’obiettivo: I “Proprietari Fantasma”
La legge di Mamdani mira a circa 13.000 proprietà. Parliamo di appartamenti in grattacieli come quelli della “Billionaires’ Row” che restano vuoti per 11 mesi l’anno. Tra i proprietari ci sono nomi come Jeff Bezos o Michael Dell (fondatore di Dell Technologies), che usano Manhattan come una cassaforte di cemento mentre vivono altrove. La tassa serve a dire: “Se vuoi tenere un castello vuoto a New York per il tuo prestigio, devi pagare per i servizi della città”.
I dati di mercato: La smentita dei fatti
Nonostante il terrorismo mediatico, il mercato non mente:
- Donna Olshan, una vera leggenda del real estate americano (la sua “Olshan Report” è la bibbia per chi vende case di lusso), ha rilevato che a novembre 2025 i contratti sopra i 4 milioni a Manhattan sono aumentati del 25%. La gente continua a comprare.
- Jones Lang LaSalle (JLL), una delle “Big Three” del settore immobiliare commerciale al mondo (quotata a Wall Street, con uffici in 80 paesi), riporta che le aziende di Intelligenza Artificiale stanno facendo a gara per affittare uffici a Manhattan, pagando prezzi record.
La retorica fallace del “Paradiso Fiscale” interno
Il dato politico più interessante è l’impatto finanziario della manovra. La pied-à-terre tax genererà almeno 500 milioni di dollari l’anno, permettendo di recuperare quasi un terzo dell’intera perdita di gettito causata dalla fuga decennale della classe media.
Ma perché allora i media insistono sulla Florida? Qui entriamo nel campo della narrazione dei conservatori. Da anni, il Partito Repubblicano e i movimenti libertari utilizzano stati come la Florida e il Texas come “modelli” ideologici da contrapporre alle metropoli democratiche. Il richiamo è la natura tax-free (assenza di imposta sul reddito statale) di questi luoghi.
Questa retorica ha fatto breccia soprattutto tra i “tech bros”, i nuovi magnati della tecnologia e i venture capitalist reazionari, che stanno spostando uffici e sedi legali proprio verso Austin o Miami per sfuggire alle regolamentazioni delle “Blue Cities”. Tuttavia, come dimostrano i dati dell’American Prospect, sebbene alcune aziende spostino la sede legale per ragioni fiscali, i milionari e il talento, che sia tecnico o creativo, rimangono ancorati a New York.
Chi grida alla fuga sta solo credendo a una propaganda corporativa vecchia decenni, oppure sta cercando di proteggere un privilegio, vendendo l’idea che una città debba essere un paradiso fiscale per sopravvivere. Ma New York sta dimostrando che si può fare l’esatto opposto: tassare le rendite parassitarie per ricostruire i servizi per chi la città la vive davvero.



