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Meta, ci riprovi? Spunta un nuovo smartwatch con fotocamera

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A quanto pare, a Menlo Park hanno la memoria corta o, più probabilmente, una strategia ben precisa in testa. Nonostante il progetto del suo primo smartwatch fosse stato cancellato un paio d’anni fa, Meta sembra intenzionata a riprovarci. E, come da copione, l’idea di fondo non è cambiata di una virgola: un dispositivo da polso con, udite udite, una o più fotocamere integrate.

Insomma, mentre il mondo dei wearable si concentra su salute e notifiche, Meta continua a pensare ai suoi gadget come a degli occhi per scrutare il mondo. Una visione che, francamente, un po’ di brividi li mette.

Un ritorno inaspettato: perché Meta non ha mai abbandonato l’idea di un orologio

La notizia, riportata da DigiTimes, parla chiaro: lo sviluppo di uno smartwatch a marchio Meta è ripartito a inizio 2024. Il progetto, accantonato nel 2022, non è mai morto del tutto. Diciamo che era in una sorta di sonno criogenico, in attesa del momento giusto per essere risvegliato. E quel momento, a quanto pare, è arrivato.

Il vecchio prototipo, di cui erano trapelate anche delle immagini, era un aggeggio piuttosto strano: un sensore principale da 12MP sul fondo, che avrebbe richiesto di togliere l’orologio per scattare, e uno da 5MP frontale per le videochiamate. Un’idea figlia dell’era di Portal, i display smart di Facebook per le videoconferenze, un capitolo che sembrava chiuso. E invece no.

Prototipo originale dello smartwatch Meta.
Le immagini trapelate del prototipo cancellato di smartwatch Meta, via Bloomberg.

Più che un orologio, un telecomando per la “realtà aumentata”

Il punto, però, è che Meta non vuole fare concorrenza a Samsung o Google sul loro terreno. L’obiettivo non è il fitness tracker definitivo o il compagno perfetto per lo smartphone. No, l’idea è molto più ambiziosa e, se vogliamo, inquietante. Lo smartwatch dovrebbe essere un tassello fondamentale del suo ecosistema, un dispositivo di controllo per i visori Quest e per gli occhiali smart sviluppati con Ray-Ban.

In pratica, un altro strumento per “migliorare l’esperienza del metaverso”, come recita il marketing. Una frase che, detta nel 2025, suona quasi anacronistica, ma che rivela come la visione di Zuckerberg non sia cambiata. Il focus rimane quello: creare un hardware per un mondo virtuale che, al momento, interessa a pochi. E per farlo, servono più dati, più interazioni, più “occhi” sul mondo reale.

Fotocamere e intelligenza artificiale: un cocktail che conosciamo (e che preoccupa)

Ed è qui che le fotocamere tornano protagoniste. Non si tratta più solo di videochiamate dal polso. Con i recenti passi da gigante nell’intelligenza artificiale, è facile immaginare a cosa potrebbero servire. L’orologio potrebbe analizzare in tempo reale ciò che vede, fornire informazioni contestuali, interagire con gli altri dispositivi dell’ecosistema Meta. Un flusso continuo di dati visivi, processati da modelli di linguaggio di grandi dimensioni.

D’altronde, la stessa Meta aveva annunciato l’intenzione di lanciare una mezza dozzina di wearable basati sull’IA quest’anno. Questo smartwatch si inserirebbe perfettamente in quella strategia, diventando un sensore ambientale da portare sempre con sé. Le implicazioni per la privacy sono enormi e, conoscendo l’azienda, è un aspetto che non va preso alla leggera.

Quando lo vedremo? Forse prima di quanto pensiamo

La domanda, a questo punto, è quando vedremo questo nuovo (o vecchio) progetto diventare realtà. Secondo il report, potremmo non dover aspettare molto. Il Meta Connect, la conferenza annuale degli sviluppatori, è fissato per il 17 settembre. Quella potrebbe essere l’occasione giusta per presentare al mondo questo “progetto rianimato”.

Resta da vedere se, dopo due anni di riflessione, Meta abbia imparato qualcosa dai suoi errori o se ci troveremo di fronte a un’altra soluzione in cerca di un problema, un altro pezzo di hardware pensato per spingere un’idea di futuro che, per ora, non ha convinto quasi nessuno. Staremo a vedere, con un misto di curiosità e, ammettiamolo, una buona dose di preoccupazione.